Appuntamento con la Storia – 29 Aprile

storia
Nella mattina primaverile del 29 aprile si è svolto a Pavia un tour culturale organizzato dall’Associazione dei Giasoniani con il contributo di Marco Grieco che ha offerto le sue conoscenze inerenti la storia locale.
L’obiettivo di questa iniziativa è stato permettere agli studenti pavesi di conoscere meglio la città dove vivono e scoprire qualche curiosità sui monumenti famosi (e non).

Per rendere accattivante questa giornata si è deciso di puntare sul legame tra Pavia e il suo fiume. Infatti lo slogan dell’iniziativa recitava:
L’antico nome di Pavia è Ticinum, a testimonianza di un legame indissolubile con il suo fiume. La città si è modellata su di esso, dai vicoli dei pescatori alla grandi arterie di Strada Nuova e Corso Cavour. 
I fiumi, si sa, scorrono lenti. Con questa filosofia vogliamo proporre una passeggiata per la città alla scoperta dei capolavori, nascosti o conosciuti, dell’antica capitale del Regno Longobardo.

La passeggiata è iniziata dai giardini del Castello Visconteo, fatto erigere da Gian Galeazzo Visconti. In seguito la comitiva ha visitato i Musei Civici del Castello: tra le tante cose hanno potuto vedere reperti longobardi tra cui due lastre di marmo con i grifoni e i pavoni (i Plutei di Teodote).
Dopodichè il pellegrinaggio culturale ha proseguito verso Strada Nuova, Piazza della Vittoria con fermata al Duomo che ospita il consueto mercatino del sabato. Qui c’è stato spazio per una breve spiegazione sulla coltivazione del riso, che è quasi un simbolo della città e provincia.

Tappa intermedia è stata la zona forse meno conosciuta della città: il vicolo dei Pescatori, detto così perchè in questo quartiere c’erano gli alloggi dei pescatori che solitamente abitavano questa zona vicino al fiume.
In questo vicolo ci sono la chiesa di san Teodoro e di fronte ad essa c’è Casa Sfondrini.
Quest’ultima ospitava un bordello, aperto nella seconda metà dell’Ottocento: qui i pescatori potevano spendere i loro miseri guadagni.
Il bordello non era l’unico nella zona ma fu chiuso assieme agli altri nel 1958 con la legge Merlin.
Gli studenti avventurieri saranno delusi da questa scoperta, ma non sono soli: ancora oggi c’è qualche anziano pavese che ricorda con nostalgia questo rifugio proibito.
Tuttora è rimasta una traccia che indica la vecchia funzione di quell’edificio: ci sono due statue in cotto che raffigurano un uomo e una donna nudi con atteggiamenti sensuali.
Su queste 2 statue circola un singolare aneddoto: si racconta che il proprietario del locale l’abbia fatte costruire per fare un dispetto al parroco di San Teodoro che non tollerava presenze profane intorno alla chiesa.

In seguito la comitiva ha potuto vedere Casa degli Eustachi, un edificio che oggi ospita l’università della terza età (Unitre) con annessa biblioteca: probabilmente se non ci fossero state queste istituzioni, di questo edificio non avremmo più tracce. Ad oggi è rimasto un cortile interno e solamente due corpi di fabbrica.
La casa, costruita agli inizi del XV secolo, sorge nell’antico quartiere di Porta Calcinara e prende il nome da una famiglia plebea: gli Eustachi. Il maggior esponente di questa famiglia, Pasino, assunse numerose cariche sotto Gian Galeazzo Visconti: fu sindaco del Paratico dei pescatori ed assunse il controllo direttivo della Darsena e del Naviglio ducale.

Le ultime due tappe situano sul fiume Ticino: il ponte coperto e l’idroscalo.
Il primo sorge accanto ad un antichissimo ponte romano, di cui si possono vedere i resti delle fondamenta quando l’acqua del Ticino è molto bassa.
I ruderi del vecchio ponte romano furono sostituiti verso la metà del 1300 dal vecchio ponte coperto.
Durante la i bombardamenti della II guerra mondiale, il Ponte vecchio venne distrutto in parte e non fu più accessibile. Nel 1951 fu realizzato l’attuale ponte, oggi meta di turisti, è solitamente usato come sfondo per le foto ricordo dei turisti.

L’idroscalo era adibito al recupero di pietre dal Ticino per costruire le strade con sanpietrini ed era una tappa percorsa da idrovolanti che trasportavano passeggeri da Torino fino a Trieste.

L’evento è stato giudicato positivamente perchè ha mostrato monumenti importanti della città, evitando di sfoggiare la solita pedanteria accademica.
Si ringrazia l’Associazione dei Giasoniani per la fiducia data agli organizzatori dell’evento e si ringrazia Filippo D’Amico che ha avuto l’idea di partenza.
Infine si ringrazia particolarmente Marco Grieco che ci ha rivelato informazioni interessanti sui vari monumenti elencati sopra.

Si spera che questo evento sia l’inizio di un percorso che porti ad organizzare altre iniziative come queste.
Si invitano i collegiali ed ex collegiali a contattare l’Associazione dei Giasoniani qualora avessero in mente progetti simili.

A titolo informativo si specifica che l’evento non aveva fini di lucro, ma era una semplice occasione di ritrovo per collegiali ed ex collegiali.


Massimo D’Aco

About the Author: Ranta