Uno sguardo sul mondo del lavoro (Laureato… E adesso?) Parte 2

LAUREATO… E ADESSO?

Uno sguardo sul mondo del lavoro: una prospettiva collegiale [Parte 2]

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Mercoledì 13 aprile alle ore 21.00, presso il collegio Giasone del Maino, si è tenuto il secondo incontro di questo evento, che ha lo scopo di avvicinare ex-collegiali alle matricole. Gli ospiti erano Michele Colombini (Ingegneria Elettrica, curriculum Energetico), Elsa Russo (Ingegneria elettronica indirizzo Microelettronica), Norma Colzani (Medicina e Chirurgia, curriculum ortopedico), Cristina Cantoni (Letterature Europee ed Americane).

Dà inizio alle presentazioni Elsa Russo, calabrese, che lavora all’Enel occupandosi di apparecchi di gestione dei consumi dei clienti e inoltre progetta apparecchi di supporto per gli operai. All’inizio sognava di studiare a Bologna ma è stata “costretta” dai genitori a scegliere Pavia: una scelta che non rimpiange, vista la tranquilittà di questa città a misura di studente. Inoltre al secondo anno di studi è stata nuovamente indotta ad un percorso diverso: vivere nella comunità giasoniana. Per Elsa è stato un cammino utile, soprattutto per le varie attività ivi svolte: anche una banale caccia al tesoro, in realtà, richiede impegno e lavoro di squadra. Al suo colloquio di lavoro non ha inciso tanto la sua media valutativa degli esami quanto le sue esperienze collegiali: lei consiglia di presentarsi preparati e sicuri di sè, qualità che si accumulano solo organizzando varie attività come conferenze o serate a tema: le stesse qualità che permettono di emergere nei colloqui di gruppo, molto frequenti per conquistare un posto in azienda. Elsa lotta costantemente sul luogo di lavoro per dimostare la sua competenza e trovarsi pronta in ogni contesto: per i suoi colleghi lei è inadatta al suo ruolo. E’ fermamente convinta che se fosse un uomo avrebbe fatto molta più strada.

Dopo Elsa è il turno di Michele Colombini, che ha scelto il collegio Giasone del Maino, spronato da Paolo Pontiggia, altra conoscenza dagli anziani del collegio. Una volta laureato, si è sposato e ccupato della famiglia per tre mesi e per altri sei mesi ha ricoperto un impiego all’interno dell’università. Attualmente progetta quadri elettrici e si occupa di miglioramenti alle macchine usate in cantiere. Colombini ha trovato difficoltà nei primi stage ed impieghi lavorativi, costretto a confrontarsi con colleghi più anziani; ma i problemi non mancano anche nei cantieri, dove spesso trova operai con il “martello facile”, che al minimo guasto di una macchina, distruggono tutto l’impianto senza rigor di logica.

E’ luogo comune che i laureati in ingegneria trovino lavoro facilmente, ma sia Elsa sia Michele sostengono che ci sia molta competizione e le nozioni acquisite in 5 anni servano in minima percentuale. In aggiunta a queste problematiche c’è da considerare anche il Jobs Act che ha cambiato il concetto di lavoro a tempo indeterminato: per le aziende è più facile licenziare alla minima mancanza.

Difficoltà sul lavoro interessano anche Norma Colzani e Cristina Cantoni, anche loro entrate al secondo anno di studi in collegio. Norma deve completare la specialistica ed è al terzo anno, che paga grazie ad una borsa di studio; mentre Cristina ha insegnato e insegna inglese spagnolo e francese nelle scuole medie e superiori. Mentre per Norma le difficoltà consistono nel lavorare con primari rigidi e presuntuosi, gratis e per numerose ore giornaliere, per Cristina non è facile lavorare e seguire ciascuno dei suoi studenti ogni mattina. Uno degli aspetti dell’università che le manca sono i momenti di relax, che poteva concedersi: cosa inamissibile a scuola, quando devi seguire ragazzi indisciplinati. Ha raccontato di studenti che le offrono canne e le mandano biglietti d’amore, ovviamenti non corrisposti; o di alunni che la scambiano per una quarantenne o undicenne a seconda dei casi. L’incontro si è concluso ricordando eventi e serate dei tempi passati, che però si ripetono tutt’ora mantenendo le tradizioni di questo collegio.

 

Massimo D’Aco

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